Deontologia per psicologhe e psicologi sui social

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Il codice deontologico vale anche online: il mondo virtuale è reale!

Il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) non ha stilato ancora delle linee guida esplicite per i professionisti che utilizzano i social network.

Ma il codice deontologico vale anche sui social!

È importante, quando portiamo la nostra persona nel virtuale, riflettere sulle linee guida che ci dà il codice e rifarsi ai suoi principi.

Pensiamo a quello che scriviamo sui social

È importante essere coscienti e responsabili di ciò che scriviamo online. Le nostre parole arrivano a delle persone e hanno un effetto su di loro, ma si riflettono anche sulla nostra immagine e su tutta la categoria professionale.

Quando abbiamo un dubbio riguardo a ciò che stiamo per diffondere online, possiamo provare a farci queste domande:

  • Qual è l’obiettivo della mia pagina?
  • Perché voglio condividere questo contenuto?
  • Se parlo dei vissuti di determinate persone, sono cosciente di come si può riflettere su di loro quello che sto scrivendo?
  • Il mio contenuto è qualcosa che può essere utile agli altri?
  • Quanto quello che sto per pubblicare è legato a un bisogno di un riconoscimento sui social?
  • Se tratto tematiche personali, sono pronto/a a parlarne in seduta se uno dei miei pazienti tira fuori l’argomento?
  • Quello che sto per pubblicare che immagine dà della mia categoria professionale?

Dove tracciare i confini? Quanto di me posso raccontare online?

Questo è un tema che ognuno individualmente deve far maturare dentro di sé, per tracciare poi i confini che lo fanno sentire bene (ovviamente tenendo sempre conto della categoria professionale di cui si è parte).

L’importante è pensare sempre a ciò che pubblichiamo, perché lo stiamo facendo e come questo influenza chi ci circonda.

Le consulenze non si fanno in DM

È legittimo che le persone siano confuse e non sappiano bene come approcciarsi a un professionista su un social. Sarà capitato o capiterà a tutti di ricevere in DM un messaggio come: “Volevo farle solo una domanda”.

In questo caso, possiamo spiegare alla persona che il DM non ̬ il contesto adeguato per ricevere una consulenza professionale, perch̩ la sua domanda Рqualsiasi essa sia Рnecessita di tempo, ascolto e una valutazione adeguata in un luogo idoneo. Questo va fatto non solo perch̩ ̬ importante non sminuire la professione dello psicologo (che non ̬ uno che sforna consigli in chat) ma anche per la persona stessa che cerca una strada per attraversare la sua sofferenza.

Il segreto professionale vale ovunque

Sembra scontato da dire, ma è sempre meglio ripeterlo: il segreto professionale vale anche online.

Condividere screenshot di messaggi privati dei pazienti per farsi pubblicità o commentare nelle stories sedute appena fatte con un determinato paziente è una grave violazione del codice deontologico.

Si viene a meno a un patto di fiducia fatto con una persona che ha messo il suo mondo nelle nostre mani.

Rispettiamo i colleghi

Asteniamoci dal dare pubblicamente giudizi negativi su altri colleghi quando compiono azioni o espongono pensieri che non approviamo.

Se poi incorriamo in qualche contenuto o comportamento grave valutiamo se segnalare all’Ordine degli Psicologi la persona in questione.

Ricordiamoci poi che i contenuti che possono fortemente danneggiare le persone (ovviamente non quando c’è solo una divergenza di pensiero!), possiamo segnalarli (Instagram ce ne da la possibilità).

Altre domande su cui riflettere

  • Quali sono le potenzialità di trovarsi sui social?
  • Come il tuo essere sui social network influenza il tuo rapporto con i pazienti?
  • Ci sono state delle paure o dei momenti di ansia che hai sperimentato all’idea di metterti online?
  • Quali sono i rischi dell’avere una pagina online e alcuni aspetti a cui fare attenzione?

A proposito di questo tema esiste una risorsa gratuita!

L’osservatorio digitale è un semplice strumento che può aiutarti a riflettere sul tuo rapporto con il digitale. Quali sono le abitudini che ti piacerebbe cambiare?

  • 9 pagine
  • formato PDF
  • 10 esercizi
  • piccoli consigli quotidiani sul digitale
  • una scala per valutare le tue emozioni nei confronti del digitale

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