
Atlante delle geografie perdute
Fra lutto, perdita e trasformazione
Ci sono luoghi che continuiamo ad abitare anche quando non esistono più.
Una relazione che è finita.
Una persona che non c’è più.
Un corpo che è cambiato.
Un’età della vita che si è conclusa.
Un lavoro, un progetto, un sogno che ha preso una forma diversa da quella che immaginavamo.
Ci sono perdite che hanno un nome e altre che facciamo fatica persino a nominare.
L’Atlante delle geografie perdute nasce per esplorare queste terre.
È un percorso di gruppo tra arteterapia, scrittura terapeutica e psicologia, dedicato al lutto inteso in senso ampio: non soltanto la morte di una persona cara, ma anche gli addii, i distacchi, le trasformazioni e tutte quelle perdite che ci costringono a lasciare un territorio conosciuto senza sapere ancora dove andare.
Perché ogni perdita modifica la nostra geografia interiore.
Cambia le coordinate.
Alcune strade diventano impraticabili.
Certi confini si spostano.
Durante il percorso proveremo a dare forma a queste geografie attraverso le parole, le immagini, i materiali, il colore e il gesto creativo. L’arte e la scrittura saranno un modo per avvicinarsi a ciò che a volte non riusciamo ancora a raccontare: per tracciare mappe, attraversare paesaggi, incontrare ciò che abbiamo lasciato indietro e osservare ciò che sta prendendo forma davanti a noi.
Ogni incontro avrà una prima parte esperienziale e artistica, seguita da uno spazio di condivisione e ascolto nel piccolo gruppo.
Non sarà necessario “saper disegnare”, “essere bravi a scrivere” né avere particolari competenze artistiche. Non cercheremo immagini o parole belle, corrette o da interpretare, ma forme e idee che possano diventare tracce di un’esperienza.
Ci prenderemo il tempo per sostare nelle terre di confine: quelle in cui qualcosa è già finito, ma qualcosa di nuovo non è ancora cominciato.
Perché il lutto non è soltanto il dolore per ciò che abbiamo perso.
È anche il processo attraverso cui impariamo a riconoscere che una geografia è cambiata, a fare spazio all’assenza e, lentamente, a ridisegnare le nostre mappe.
Il percorso
🗓️ Lunedì 2-9-16-23-30 novembre 2026
⏰ Ore 18:30-20:00
🖥️ Online su Zoom
🟢 Quota di partecipazione: 250 euro
Il gruppo sarà composto da un numero limitato di partecipanti, per favorire uno spazio raccolto e la possibilità di condivisione. Gli incontri non saranno videoregistrati per permettere libertà d’espressione e tutelare la privacy dei partecipanti.
Condotto da Dott.ssa Rachele Bertelli e Dott.ssa Linda Tovazzi, Psicologhe
Per avere maggiori info e/o per iscriverti compila il modulo qui sotto o scrivi a: dr.lindatovazzi@gmail.com
[POSTI LIMITATI]
Domande frequenti
“Il percorso è dedicato soltanto a chi ha vissuto la morte di una persona cara?”
No. Il percorso affronta il lutto nel suo significato più ampio. È rivolto anche a chi sta attraversando o ha attraversato la fine di una relazione, un cambiamento del corpo, la perdita di un lavoro, di un progetto o di un ruolo, la conclusione di una fase della vita o un’altra trasformazione significativa. Non è necessario che la perdita sia recente né che abbia un nome preciso.
“Devo saper disegnare o essere brava/o a scrivere?“
No. Non sono richieste competenze artistiche o di scrittura. Le immagini, le parole e i materiali saranno utilizzati come strumenti per entrare in contatto con la propria esperienza, senza obiettivi estetici, valutazioni o interpretazioni. Ogni proposta potrà essere affrontata liberamente, nel rispetto delle proprie possibilità e dei propri tempi.
“Come si svolgono gli incontri online?“
Gli incontri si svolgeranno su Zoom e avranno una durata di un’ora e mezza. Ogni incontro comprenderà una prima parte esperienziale e creativa, seguita da uno spazio di ascolto e condivisione nel piccolo gruppo. Per partecipare sarà necessario avere un computer con videocamera e microfono funzionanti, una connessione stabile, un tavolo su cui lavorare e, per quanto possibile, una stanza tranquilla e riservata. Prima dell’inizio del percorso verrà inviato l’elenco dei materiali necessari.
“Gli incontri verranno registrati?“
No. Durante gli incontri potranno emergere esperienze e vissuti personali: per tutelare la riservatezzazza e la libertà di espressione di ogni partecipante, gli incontri non saranno registrati né diffusi. Per la stessa ragione, chiediamo a tutte le persone iscritte di partecipare da uno spazio riservato e di rispettare la confidenzialità di ciò che verrà condiviso nel gruppo.
Formatrici

Sono Linda Tovazzi, psicologa specializzata in arteterapia. Mi sono laureata in Psicologia Clinica all’Università degli Studi di Torino nel 2018 e, dal 2020, sono iscritta all’Ordine degli Psicologi di Trento (n. 1147). Ho un master in arteterapia integrata, che combina tecniche grafico-pittoriche e plastiche con discipline come teatro, musica, danza e scrittura creativa e poetica. Attualmente, sto proseguendo la mia formazione in Psicoterapia Analitica (Junghiana) presso la Li.S.T.A. (Libera Scuola di Terapia Analitica) a Milano.

Sono Rachele Bertelli, psicologa, formatrice e progettista in ambito psicosociale. Mi sono laureata all’Università degli Studi di Padova, specializzandomi in Psicologia di Comunità e nelle tematiche interculturali e di genere. Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 26495) e, da giugno 2025, sono Referente dell’Ordine per il territorio di Mantova e provincia. Attualmente mi sto formando in Psicoterapia Analitica Junghiana presso la Li.S.T.A. di Milano. Mi occupo di etnopsicologia, gruppi, relazioni e vulnerabilità psicosociale. Attraverso il progetto Terapie Poetiche, propongo inoltre laboratori che utilizzano scrittura, teatro e altre forme artistiche a sostegno della salute mentale, relazionale e comunitaria.

